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Y

YES

"Quando cominci a far musica che non è sesso, droga e rock'n'roll, né roba politicamente corretta, ma qualcosa di più spirituale, allora diventa come una crociata".

Come per molte fra le più grandi band, non solo del rock, la potenza degli Yes consiste nell'essere riusciti a far coesistere in un delicato equilibrio una serie di contrasti in apparenza inconciliabili. Le diverse formazioni culturali, i diversi gusti musicali, le diverse esperienze di vita hanno creato un puzzle che valeva più della mera somma dei singoli componenti. I loro interessi formavano una sorta di enciclopedia musicale.

(da Ondarock - Yes
Armonia e motore del prog-rock
di Federico Romagnoli
)





Quella degli Yes è una storia avventurosa, sempre sull'orlo del disastro, ma destinata a superare miracolosamente ogni crisi, a risorgere ogni volta dalle ceneri. Gli Yes sono l'unico gruppo "progressivo" che sia riuscito ad attraversare, in piena e costante attività, quarant'anni di storia del rock, sopravvivendo perfino agli anni tempestosi del punk e della disco music.
Nati nel panorama turbolento della psichedelia londinese di fine Sessanta, e nei Settanta esponenti fra i più rappresentativi - fra adorazione ed esecrazione - del progressive rock, gli Yes si sono espressi anche come cantori di una fantasia ispirata e talvolta delirante, virtuosi in grado di sfidare le ambizioni della musica classica, animali da classifica commerciale e da orchestra sinfonica, angeli e demoni sospesi tra la frequentazione del sublime e la maledizione del pollo al curry. Una storia di coriacea fragilità...


Ascoltare gli Yes è un'esperienza ancora mistica. (Paolo)