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V

Vagabondo

"... una sera di nebbia del gennaio del 1963, in un locale di Trecenta, in provincia di Rovigo, feci la conoscenza di un tipo magro come un chiodo, con un accenno di barba e un paio di occhialoni sul naso. Il suo nome era Augusto…”

“Quando abbiamo iniziato, nel ’63  – dice Carletti –  suonavamo nelle balere, e ogni tre/quattro brani ci fermavamo per bere un bicchiere e fare due chiacchiere con le persone. Noi siamo ancora questo, non vorrei essere nient’altro…”.

I luoghi, quelli con l’acqua, son sempre l’inizio di una storia.

“Riccione nel ’63 era come andare a New York adesso – prosegue Carletti, ci caricarono sul pulmino e siamo stati là 77 giorni, suonammo tutta l’estate e grazie alla musica ci trovavamo in un posto che non avremmo mai potuto permetterci, questo fu per noi capire che stava iniziando un’avventura”.
Ancora i luoghi, Novellara “Stavamo provando Dio è morto in una stanza, quando arrivò un nostro amico per dirci che restando lì non ce l’avremmo mai fatta, che dovevamo andare via, a Roma, che la musica era via da casa nostra.
Ma il successo li attendeva e, anche un po’ li spaventava…




  “Ad un certo punto del nostro cammino siamo stati i primi indipendenti contro voglia, ci facemmo una nostra etichetta perché nessuno ci voleva, e non immaginavamo che poi, una volta ritornati ad etichette multinazionali, il successo sarebbe stato così corposo. Bastò un incremento di 40.000 copie per far sì che un giorno, Augusto mi dicesse Oh mica tanto successo eh, che io voglio girar per strada tranquillo…”L’amicizia fra Augusto Daolio e Beppe Carletti è una di quelle infinite.

“Non abbiamo mai litigato, non ce n’era bisogno ognuno sapeva cosa doveva fare e lo faceva, con lui ho vissuto, suonato, pianto, mi sono cambiato nei camper…” ma forse la loro è una di quelle amicizie che per raccontarle, basta partire dalla fine “Stava morendo, lottava col suo male, e un giorno mi fa Oh Beppe, quando starò bene prendiamo le nostre donne e andiamo a fare il giro del mondo?”.

Nomadi fino alla fine..

(intervista a Beppe Carletti, di Cristiano Governa | 29 marzo 2013)







Augusto Daolio: "Se canti solo con la voce, prima o poi dovrai tacere. Canta con il cuore, affinché non dovrai mai tacere.".