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Teatro canzone


"«Teatro Canzone» è la più sintetica definizione di un certo modo di fare spettacolo a partire dagli anni '70. Questa volta non si tratta però di una definizione ma di un vero e proprio titolo per sottolineare il ritorno a questo genere teatrale dopo alcuni anni dedicati esclusivamente alla prosa. Le canzoni e i monologhi appartengono quasi tutti a precedenti spettacoli, ma non vengono qui proposti per desiderio nostalgico o peggio per auto-celebrazione. Prevale viceversa l'intento di verificare anche a distanza di anni se effettivamente aldilà di alcune necessarie riletture i brani scelti mantengano ancora una loro attualità e validità".
(Giorgio Gaber e Sandro Luporini - Brano tratto dal nuovo catalogo di "Gaber a teatro").





«Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".

(da "Qualcuno era comunista")


Giorgio Gaber: "Mi basta così poco per cambiare un’idea, l’ho già cambiata quando l’ho capita. Ma per cambiarmi di dentro, per cambiarmi davvero ci vuole una vita".