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Quadri immortali



A ispirare Musorgskij fu una mostra, allestita a Mosca e dedicata ai lavori del pittore e architetto russo Victor Alexandrovich Hartmann, morto improvvisamente l'anno precedente alla giovane età di 39 anni. Hartmann e Musorgskij oltre ad essere legati da una profonda amicizia, condividevano il medesimo progetto intellettuale: far rivivere la tradizione e la cultura russa, rifiutando ogni genere di influenza straniera.
Musorgskij rimase talmente impressionato dalla forza visiva delle tele dell'amico, da volerne riprodurre le suggestioni in musica. Compose pertanto Quadri Da Un' Esposizione, dividendo la suite in sedici brani, i cui tempi venivano dettati da quelli che occorrevano per visitare la mostra : sei promenades ( cioè le passeggiate che separavano il visitatore dalle varie opere esposte e che sono caratterizzate da un medesimo tema conduttore ), e l'osservazione di dieci dei quadri dipinti da Hartmann.
Poi negli anni '70 arrivarono "loro", gli Emerson Lake & Palmer che  rilessero i Quadri Da Una Esposizione di Musorgskij, in chiave ovviamente rock e arricchita da qualche composizione originale del trio.





L'album, registrato interamente dal vivo durante uno show tenutosi il 26 marzo del 1971 alla City Hall di Newcastle, è forse il miglior lavoro degli ELP sia per compattezza e organicità che per l'inusuale sensazione di presa diretta dell'esecuzione ( mai più così sbrigliata, a dire il vero ) che solo le performances live riescono a trasmettere.Pictures At An Exhibition ha avuto quantomeno il merito di avvicinare tanti rocker alla classica, rendendo popolare un linguaggio musicale altrimenti privilegio di una ristretta elite. L'esecuzione dei tre, peraltro, porta il virtuosismo tecnico a livelli qualitativi eccelsi : Emerson è un maestro a maneggiare tastiere e moog ( sono ancora lontani i tempi del divertissement da classifica di Honky Tonky Train Blues ), il drumming di Palmer abbina potenza e preziosismi, è compatto eppure variegatissimo, e Lake, seppur chiamato in causa come cantante solo in tre pezzi ( The Sage, The curse of Baba Yaga e The great gayes of Kiev ) accarezza le orecchie dell'ascoltatore col suo timbro cristallino e vagamente melodrammatico.





......quale sarebbe stato il parere di Musorgskij se avesse potuto ascoltare la rivisitazione in chiave rock ad opera di tre giovinastri della sua composizione? "...grazie E L e P."