PUBBLICO MOBBING



  





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< TERRA E VITA




MOBBING SUL LAVORO



PUBBLICO MOBBING....( o mobbing nel pubblico ? )

Si può morire di lavoro ?

Io credo di si, soprattutto quando una persona non lo ha e alla fine si arrende e muore dentro, termina la sua voglia di manifestare orgoglio perché ha lo stomaco vuoto e quindi accetta tutto, tutti i compromessi, tutte le umiliazioni, tutto il peggio che questa società mediocre le sbatte in faccia solo per tenere la propria coscienza pulita.

Però c’è un altro modo di morire per il lavoro, quello che ti uccide lentamente anche se il lavoro lo hai, e questo perché qualcuno che si guadagna il pane a fianco a te ha deciso di fartelo perdere.
Quante volte è accaduto che il lavoratore preso nel mirino abbia potuto dimostrare la tortura psicologica che ha dovuto subire prima di dover andarsene da un posto di lavoro ?

Poche sicuramente !!

Perché questo ? Perché l’uomo (o la donna) è un animale sociale ma nel contempo cerca di espandersi a danno del vicino che non corrisponde al suo modo di essere.
Quindi…, socializza e si coalizza con chi più gli/le assomiglia , e inizia una guerra contro il/la malcapitato/a che ha deciso di eliminare, lo mette lentamente all’angolo, le toglie il respiro e tutto ciò che faceva e che potrebbe fare, le toglie anche il lavoro, lo soffoca fino a che non riesce a uccidere la sua anima prima del suo corpo.

ll tutto nell’indifferenza o quasi di colleghi , superiori, direttori, presidenti, sacerdoti, papi o dei…….

Il sistema è talmente collaudato che tutti pensano che il mobbizzato sia la causa di qualsiasi problema, mentre le iene che hanno iniziato questo turpe banchetto , aspettano solo la caduta della preda e la sua dipartita.

Il più delle volte c’è un cambio di sede ma, a causa di quella invenzione che il povero Meucci aveva tirato fuori dal cappello per far progredire i popoli, la voce corre sul filo e i nuovi colleghi aspettano l’animale ferito con le unghie già affilate.
“Ehi, ma com’è questa persona ?”
“Una rompiballe, pensa solo al lavoro, non si ferma a chiacchierare o “fare squadra”. Non c’è da fidarsi, meglio che la mandi via anche tu. Tanto è già a terra e quindi farà fatica a lavorare. Toglile anche quel poco e nel giro di qualche settimana te ne liberi.”


E lo scempio continua, per anni, decenni, magari da qualche parte ti fanno rilegare qualche libro, mentre da altre ti tocca “soggiornare” nella stanza delle fotocopie a guardare la finestra.

E se resti a casa sei senza lavoro, non hai nessuno che pensa a te e cominci a morire di lavoro, come il vicino che non lo ha, ma stavolta la morte è vera, è fisica, è morte per fame.

Nessuno ti ascolta, nessuno ti affianca, tutti vanno in altre direzioni per non essere coinvolti, anche solo dal pensiero di quella parola: MOBBING.
Che cos’è ? Che parola è ? Oscena anche solo nella sua etimologia, non solo nel significato. Dentro le sue incolpevoli sillabe c’è il peggio dell’essere umano. 

MOBBING, la tortura nascosta, l’assassinio impunito e la cosa più triste è che chi lo perpetra nemmeno si accorge che sta premendo il grilletto di una pistola impalpabile e indecente quanto la sua voglia di fare del male alla sua vittima.

È un omicidio premeditato, e chi è spettatore  diventa complice se non interviene per  fermarlo, empio complice di un’uccisione di un anima.

Funzionari, direttori, superiori, devono avere la giusta sensibilità per comprendere da dove arriva il colpo, e purtroppo il più delle volte condannano la vittima. Perché ?

Perché è più facile distruggere la debolezza degli altri piuttosto che la propria, perché una coalizione vince sempre ( Metternich insegna ! ), perché il condannato è già spazzatura da gettare via, lontano dalla propria coscienza.

(di Paolo Gastaldo)

Mi piace lavorare ( film del 2003 ) - (fonte wikipedia)




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