ANNIBALE E IL RODANO



 



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ANNIBALE E IL PASSAGGIO SUL RODANO


  <<STORIA

ANNIBALE E I SUOI ELEFANTI
    Maximae cuique fortunae minime credendum est. (citato in Tito Livio, XXX, 30)

    È proprio quando la fortuna si trova al suo apice che bisogna fidarsene meno!

La citazione sopra è di Annibale che parla con Scipione, nel celebre ampio discorso tra i due massimi comandanti dell'epoca e di quella che li aveva preceduti, dopo la sconfitta dei Cartaginesi nella battaglia presso Zama.
La guerra fra le due potenze di quegli anni è appena finita, anche perchè la terza Guerra Punica sarà semplicemente un'assicurazione che Roma stipulerà con la storia, affinchè Cartagine non la intralci più nella sua ascesa al potere assoluto su tutto il mondo conosciuto di allora.
La storia di Annibale è
, secondo me, la prima grande eclatante testimonianza che la Storia è scritta dai vincitori che, in quei momenti, gettano l'obbiettività in un tartaro cosi profondo, da essere tomba della verità assoluta per gli anni e i secoli a venire.
Annibale è stato certamente il più grande generale e comandante di eserciti di tutti i tempi, tanto da oscurare le figure dello stesso Ramses II della battaglia di Qadesh e di Napoleone Bonaparte, il primo condottiero a saper usare anche l'arma della propaganda.
Lo Scipione che sconfisse il generale cartaginese a Zama e che conosciamo nei libri di storia come L'Africano, l'eroe di Roma, massimo conduttore di eserciti, era semplicemente un ottimo generale romano che seppe sfruttare al meglio la debolezza dell'esercito di Annibale, provato ormai da molte battaglie, fino a quel momento tutte vinte.
I libri di storia dovrebbero essere riscritti con molta più verità nelle parole che li compongono..

Comunque non stiamo a celebrare qui tutte le gesta di Annibale durante la sua guerra contro Roma, ma prendiamo in esame un episodio in particolare : la traversata del fiume Rodano.
Questa è da considerarsi un'impresa proprio per una delle caratteristiche principali dell'esercito del generale di Cartagine : la presenza degli elefanti, 37 enormi pachidermi molto utili durante le battaglie, ma estremamente problematici da gestire durante le marce, spesso forzate, in territori ostili.

ANNIBALE SUL FIUME RODANO

Gli storici sono in disaccordo su come Annibale costruì il ponte di barche per attraversare quel fiume che non aveva guadi, certo è che usò un "piccolo" stratagemma per ingannare i pachidermi e fare in modo che montassero sulle zattere, che dovevano attraversare il fiume, senza impaurirsi e magari cadere in acqua : fece ricoprire le piattaforme con terra e cespugli, cosi che quel passaggio in mezzo al fiume sembrasse agli animali una continuazione del territorio su cui avevano camminato fino a un attimo prima.



Annibale seguì personalmente la traversata di tutti gli animali che, a parte un paio che si gettarono in acqua e nuotarono fino all'altra riva usando la loro proboscide come boccaglio, giunsero sulla sponda opposta sani e salvi senza troppi problemi.

Il generale era un uomo coscienzioso e intelligente , non rispettava solo gli uomini che dovevano combattere per lui, ma anche gli animali che lo avrebbero accompagnato in battaglia.
La storia la scrivono i vincitori, ma non sempre chi scrive è davvero il vincitore.


(Paolo Gastaldo)
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